La stazione sanitaria era composta di una serie di edifici notevolmente aumentati ed ampliati per servire al concentramento di prigionieri di guerra internati negli anni 1915-1916. Il nucleo più importante fu quello di Cala Reale, dove sorgevano gli stabilimenti di disinfezione; gli altri gruppi, a distanza di qualche chilometro l’uno dall’altro, costituivano i cosiddetti periodi (primo, secondo e terzo) nei quali, vigendo il sistema delle quarantene, venivano successivamente isolati i passeggeri delle navi, nelle diverse fasi dell’infezione. Le zone di Campu Perdu, degli Stretti e di Fornelli diventarono campi di prigionia per molte decine di migliaia di prigionieri di guerra; nella zona di Tumbarino si realizzò un campo di isolamento sanitario. Dal dicembre del 1915 al luglio del 1916 i prigionieri dell’esercito serbo, consegnatisi dopo la ritirata in Albania, transitarono all’Asinara e molti di loro riuscirono a salvarsi dalle epidemie grazie all’impegno dell’esercito italiano e del suo comandante sull’isola Generale Ferrari. In quei pochi mesi, transitarono sull’Asinara complessivamente 24.000 prigionieri, trasportati da 20 piroscafi: di loro ne perirono 5700. Questi, ora, riposano nell’ossario per loro appositamente costruito a Campu Perdu qualche anno più tardi dal loro Governo.