Parco Nazionale dell'Asinara

Area Marina Protetta "Isola dell'Asinara"
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Introduzione di cani, gatti e altri animali da compagnia nel Parco Nazionale dell’Asinara

Qui di seguito vengono riportate le regole per l’introduzione degli animali da compagnia.

a) il Decreto del Presidente della Repubblica 3 ottobre 2002 – Istituzione del Parco Nazionale dell’Asinara  e dell’Ente Parco -  allegato A “Disciplina di tutela del Parco Nazionale dell’Asinara” (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale Italiana n. 298 del 20 Dicembre 2002 all’art. 3 Divieti generali nel territorio del Parco nazionale  comma c),  cita testualmente: è vietato l’introduzione in ambiente naturale di specie vegetali o animali estranei alla flora e alla fauna autoctona;

b) la L. 394 del 6.12.1991 Legge quadro sulle aree protette pubblicata sul supplemento ordinario del 13.12.1991 – serie generale n. 292 art. 11 Regolamento del Parco (per inciso non ancora definitivamente approvato nelle competenti sedi) comma 3 afferma che sono vietati: …. Omissis, nonché l’introduzione di specie estranee, vegetali o animali, che possano alterare l’equilibrio naturale;

c) il D.M. del M.A.T.T.M. n.156 del 29.07.2015 “Regolamento del Parco Nazionale dell'Asinara”  art.12 "Introduzione cani e gatti e altri animali da compagnia"   e la Determinazione del Direttore n.278 del 07 Luglio 2016;

Oltre alla legislazione ricordata esistono altri motivi che non consentono l’ingresso degli animali domestici nei Parchi Naturali e i più importanti sono riportati di seguito:

1) Problemi sanitari, come trasmissione di malattie parassitarie e infettive  trasmissibili alla fauna selvatica. Gli animali domestici sono ospiti definitivi o intermedi  di molte malattie, nocive sia per gli animali erbivori che per i carnivori. Gli animali selvatici, a differenza degli animali da compagnia e da affezione, non possono ricevere le necessarie cure per tutte le patologie che li colpiscono. I cani in particolare possono trasmettere malattie molto contagiose, come il cimurro, la Leptospirosi, la rogna, le parassitosi intestinali con possibili zoonosi (malattie trasmissibili all'uomo).

2) Disturbi diretti all'ecosistema: la presenza del cane sul territorio, sfuggito al controllo del proprietario e il conseguente contatto diretto del primo con gli animali selvatici (mufloni, lepri, asini, ibridi di cinghiale, uccelli stanziali e in nidificazione, piccoli rettili e roditori) può dar luogo a predazione (inseguimento, predazione e ferimento).

3) Disturbi indiretti: dovuti dalla presenza di tracce solido-liquide, lasciate dal cane (feci e urine), che determina pericoli olfattivi per gli animali selvatici. Gli animali selvatici riconoscono tali tracce olfattive come quelle di un predatore, creando stress e disturbo nelle popolazioni presenti sull'Isola. 

4) Infine, i Parchi Nazionali sono luoghi deputati alla conservazione della natura dove il disturbo alle specie animali è vietato per legge dello Stato e l'accettazione consapevole del rispetto della Natura è un principio che il visitatore deve acquisire. Bisogna ricordare che  quando si transita in un Area Protetta, entriamo in un contesto in cui gli animali timidi ed elusivi solo dopo l'allontanamento dell'estraneo e in particolare del predatore, tornano a vivere normalmente.

Si prega di dare informazione e diffusione di quanto riportato e Si ringrazia per la collaborazione.

 

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