Parco Nazionale dell'Asinara

Area Marina Protetta "Isola dell'Asinara"
  • Seguici su:

Fauna

Anche la fauna ha subito negli ultimi decenni profonde modificazioni. Le fonti storiche riportano la presenza di specie importanti da un punto di vista naturalistico come il muflone, il cervo sardo, la foca monaca e il falco pescatore.
Nell'isola oggi sono segnalate oltre 80 specie di vertebrati terrestri appartenenti alle classi degli Anfibi, Rettili, Uccelli e Mammiferi. Tuttavia il numero non fornisce un’idea dell'importanza che l'isola riveste a livello internazionale per la conservazione e riproduzione della fauna selvatica che annovera diverse specie rare e in via di estinzione.
Fra le entità endemiche possono essere ricordate la luscengola, un curioso rettile squamato, la lepre sarda e la crocidura rossiccia, piccoli riditori; fra le specie sardo-corse la piccola lucertola algiroide nano, il barbagianni di Sardegna, lo scricciolo, il pigliamosche e lo zigolo nero, nella sottospecie sarda, il quercino e il muflone.
Per quanto riguarda il loro status di conservazione possono essere segnalate:
-         tre specie vulnerabili: uccello delle tempeste, gabbiano corso e sterna comune;
-         due specie a status indeterminato: berta maggiore e berta minore;
-         sette specie rare: muflone, algiroide nano, lepre sarda, testuggine comune, tarantolino, falco pellegrino, cormorano dal ciuffo;
-         tre insufficientemente conosciute: discoglosso sardo, pernice sarda e gazza.
 

Invertebrati

A questo gruppo appartengono animali completamente diversi tra loro, poco considerati per le piccole dimensioni e che tuttavia rivestono un grande interesse scientifico e biogeografico. Un punto sulle loro conoscenze nell’isola è stato fatto durante la Seconda Settimana dell’Educazione Ambientale del Parco, in occasione di un work shop sulla biodiversità dell’Isola; in questa occasione è stata presentata una prima check list degli insetti da parte dell’Istituto di Entomologia dell’Università di Sassari, con oltre 500 specie censite, tra cui alcune di rilevante interesse scientifico, come gli endemismi sardi Orthetrum trinacria, Zigaena carsica, Lasiommata tigelius, Halopyga sardoa, Carabus genei, Libelloides carsicus, o addirittura gli endemismi esclusivi dell’Asinara, Typhloreicheia arganoi, Pseudomeira sinuariae e Trachyphloeus belloi.
Sempre tra gli invertebrati occorre citare le ricerche sulla meiofauna condotte dall’Università di Viterbo che hanno evidenziato diversi generi e specie appartenenti al gruppo degli Arpaticoidi, esclusivi di particolari ambienti dell’isola, come le sabbie di Cala Arena e gli studi sui Platelminti portati avanti dall’Università di Sassari, anche questi con entità tassonomiche interessanti da un punto di vista biogeografico.
 

Anfibi e Rettili

Tra gli anfibi sono presenti tre specie appartenenti all'ordine degli anuri: raganella (Hyla sarda), discoglosso (Discoglossus sardus) e rospo smeraldino (Bufo viridis), rinvenibili presso fontanili e riserve d’acqua.
Tra i rettili sono state segnalate 12 specie, tra cui: la testuggine comune (Testudo hermanni), la testuggine greca (Testudo graeca), l’emidattilo turco (Hemydactilus turcicus), la lucertola tiliguerta (Podaricis tiliguerta), il colubro (Coluber viridiflavus) e la biscia viperina (Natrix maura).
Attualmente è in corso uno studio da parte dell’Università di Firenze per la conoscenza dello status distributivo dell’erpetofauna all’Asinara e dei possibili danni dovuti a predatori (cinghiali, laridi e corvidi).
 

Uccelli

Sono tra gli animali meglio conosciuti dell’isola e studiati da oltre 15 anni, con censimenti alle colonie e con inanellamenti per studiare il flusso migratorio. Dal 1998 l’Asinara è inclusa nel progetto denominato Piccole Isole coordinato dall’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, che ha come finalità principale lo studio della migrazione primaverile dei passeriformi transahariani.
Sono state osservate circa 150 specie (la metà appartenenti all'ordine dei passeriformi), di queste 52 sono risultate nidificanti.
Ben 80 specie rivestono un interesse conservazionistico europeo: 2 risultano di interesse globale (falco grillaio e gabbiano corso); 13 minacciate, vulnerabili o rare (berta maggiore, sula, falco della regina, pettegola, beccapesci, succiacapre, ghiandaia marina, tottavilla, codirosso, magnanina, averla cenerina, averla capirossa e ortolano); 31 specie hanno areale strettamente europeo (es. falco pescatore, gheppio, falco cuculo, pellegrino, pernice sarda, barbagianni e civetta); 38 uno status di conservazione favorevole (es. marangone dal ciuffo, falco pecchiaiolo, pettirosso, magnanina sarda, sterpazzolina e occhiocotto).
Una specie introdotta, non presente in Sardegna, è la gazza (Pica pica), portata da alcuni carcerati ed allevata come animale da compagnia. Oggi è ben adattata alle condizioni dell'isola e la sua presenza rappresenta un disturbo per le altre specie di uccelli.
 

Mammiferi

Per quanto riguarda i Mammiferi sono presenti 11 specie, pari a circa il 60% del totale delle specie sarde: 3 insettivori (riccio, crocidura rossiccia e mustiolo), 1 lagomorfo (lepre sarda), 5 roditori (topo quercino, topo selvatico, ratto nero, ratto bruno, topolino domestico) e 2 ungulati (cinghiale e muflone).
I mufloni sono stati introdotti negli anni cinquanta dalla colonia di Capo Figari, in Gallura. La mancanza di predatori e una certa forma di protezione hanno consentito la riproduzione degli animali fino al raggiungimento di una consistente popolazione che vive principalmente nell’area di Fornelli-Tumbarino e Punta Scomunica e rappresenta un possibile serbatoio per il ripopolamento di altre aree della Sardegna.
Il cinghiale è stato reintrodotto intorno agli anni sessanta a partire da una coppia proveniente dalla zona di Cossoine, in provincia di Sassari. I cinghiali si sono riprodotti in misura consistente per la mancanza di predatori naturali e per la sua prolificità. E’ inoltre probabile che siano state effettuate altre introduzioni con animali di origine non sarda e degli incroci con maiali domestici, allevati allo stato brado e semibrado. L’impatto di questi animali è documentato sul suolo dai caratteristici solchi, fatti per la ricerca di cibo. Il Parco, in collaborazione con l’Istituto Nazionale per la Fauna Selvatica, ha avviato degli interventi volti ad un controllo sul numero di questi ungulati.
Altre specie a forte impatto sulla vegetazione sono quelle domestiche, soprattutto la capra. Numerosi individui inselvatichiti sono presenti in tutta l’isola, comprese le falesie più inaccessibili del versante occidentale. Sono inoltre presenti bovini, ovini, suini e cavalli. Durante gli anni del carcere il numero dei capi era di gran lunga superiore rispetto all’attuale, con forti oscillazioni in relazione al tipo di attività all’interno dell’isola ma spesso intorno ai 5000 capi, evidentemente troppi rispetto alle potenzialità del suolo e della vegetazione.
Fra le altre specie devono essere ricordati gli asini, quello grigio sardo ed il caratteristico asinello bianco dell’Asinara.
[Parco Nazionale dell'Asinara logo]
[Parco Nazionale dell'Asinara logo]
[Parco Nazionale dell'Asinara logo]
[Parco Nazionale dell'Asinara logo]
[Parco Nazionale dell'Asinara logo]
[Parco Nazionale dell'Asinara logo]
[Parco Nazionale dell'Asinara logo]