MINISTERO DELL'AMBIENTE
E DELLA SICUREZZA ENERGETICA

Parco Asinara

Progetti europei

Il Parco Nazionale dell’Asinara lavora con diversi partner e partecipa ai progetti nazionali e internazionali per il monitoraggio delle specie animali, per la salvaguardia dell’ecosistema ambientale e per lo sviluppo di pratiche di fruizione sostenibile e responsabile. 

Di seguito la lista dei progetti europei:

Il progetto italo-spagnolo, con Federparchi capofila, per la promozione e valorizzazione dei luoghi marini più importanti del mediterraneo

Tra le iniziative del progetto due campagne veliche, un’App sui siti marini Natura 2000, documentari e attività di citizen science.

Capofila Federparchi con la partnership di TritonResearch, Fundación Biodiversidad e Lipu. Co-finanziatori: il Parco Nazionale dell’Asinara, il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e il Parco Nazionale delle Cinque Terre.

LIFE A-MAR Natura 2000 (GIE/IT/LIFE20 001352) è il progetto italo-spagnolo nato per promuovere le aree marine della rete Natura 2000, la “rete ecologica” istituita trent’anni fa dall’Unione Europea, che collega virtualmente tutti i siti più importanti da un punto di vista della conservazione di habitat e specie, al fine di farli conoscere al grande pubblico, valorizzare le loro peculiarità naturalistiche, sensibilizzare sulle loro fragilità e stimolare comportamenti più rispettosi e sostenibili. Un obiettivo quanto mai urgente, basato sulla consapevolezza che solo conoscendo davvero qualcosa si può amarlo e, di conseguenza, proteggerlo.

A trent’anni dall’istituzione della Rete Natura 2000 i siti marini rappresentano uno scrigno di biodiversità ancora poco conosciuto ma fondamentale, sia per i servizi ecosistemici offerti, cioè i benefici diretti e indiretti rivolti ai fruitori, sia per le politiche di conservazione dell’UE e il contrasto alla crisi climatica. In Italia, ad oggi, ci sono circa 288 siti marini Natura 2000, un numero in continuo aggiornamento. In Spagna i numeri sono simili e gli obiettivi condivisi.
Da qui parte LIFE A-MAR NATURA2000 che è un progetto di comunicazione con azioni mirate a informare, formare, educare, emozionare e coinvolgere attivamente tutti i portatori di interesse del mondo del mare, dai turisti ai residenti, dalle istituzioni al mondo della ricerca, dagli operatori della nautica ai referenti delle attività sportive-ricreative, dai pescatori agli imprenditori locali, stimolando un’azione-reazione che porti a comportamenti più sostenibili, partecipativi e promotori di buone pratiche da diffondere come un’onda di mare. Da recenti ricerche emerge, da un lato, una generale mancanza di informazioni sui siti marini Natura 2000 e dall’altro come la maggioranza delle persone sarebbe disposta a migliorare il proprio comportamento se fosse a conoscenza della loro presenza in una tale area, riducendo i propri impatti diretti e indiretti sui delicati ecosistemi marini.
E’ stata creata un’APP facilmente fruibile e consultabile che permette all’utente di essere informato sulla presenza dei siti marini Natura 2000 più vicini, avere approfondimenti da un punto di vista scientifico con descrizione degli ambienti e delle specie più rilevanti e anche riportare eventuali segnalazioni con fotografie e video che potranno essere georeferenziati, caricati, verificati e messi a disposizione degli altri utenti. Da maggio a giugno 2023 si è svolta la campagna velica in Mar Tirreno che ha toccato oltre 30 siti marini Natura 2000, da La Spezia ad Ischia, alle coste della Sicilia e della Sardegna, accompagnate da numerosi eventi partecipativi a terra, tra cui conferenze stampa, attività di informazione nei porti e località turistiche, visite guidate, incontri partecipati di Citizen Scienze, ecc.

Punti strategici delle attività sono stati i tre Parchi Nazionali cofinanziatori del progetto:

Parco Nazionale dell’Asinara, Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano e Parco Nazionale delle Cinque Terre; tre realtà di spicco nel panorama italiano dal punto di vista delle attività di tutela, conservazione e comunicazione ambientale.

Nell’estate 2024 la campagna velica sarà replicata in Spagna sotto la guida di Fundación Biodiversidad, fondazione pubblica del Ministero per la Transizione Ecologica e la Sfida Demografica del paese, che porta avanti da anni diversi progetti di conservazione e gestione dei siti della Rete Natura 2000.

Il Progetto LIFE A-MAR Natura 2000 consentirà anche di replicare in seguito buone pratiche e strategie efficaci di promozione e valorizzazione dei siti Natura 2000 in altri paesi del Mediterraneo, a cominciare da Malta, Francia, Grecia e Albania, creando un positivo effetto domino sull’intero ecosistema marino. Il tutto sempre grazie ad azioni di comunicazione che portino avanti messaggi chiave, chiari e positivi, ma anche urgenti e propositivi, validati scientificamente, che tengano conto della bellezza e importanza di habitat e specie marine, ma anche delle minacce costanti a cui sono soggetti, come l’inquinamento, in particolare da plastica, il consumo eccessivo delle risorse (per esempio l’overfishing), l’impatto del turismo non regolamentato e altro.
Così come ogni sito della Rete Natura 2000 è prezioso singolarmente, ma lo è ancor di più nell’ottica di un insieme di aree naturali protette, anche ognuno di noi può fare tanto per la tutela della biodiversità e ogni azione sarà più efficace se partecipata e condivisa su grande scala.


Sito web:

www.lifeamarnatura2000.eu
https://www.instagram.com/life_amar.natura2000/
https://www.facebook.com/life.amarnatura2000

Clean Sea LIFE è un progetto avente capofila l’Ente Parco dell’Asinara con i partner CoNISMa, Fondazione Cetacea, Legambiente, MedSharks, Centro Velico Caprera. Avviato alla fine del 2016 e concluso il 31 gennaio 2021, è divenuto progetto bandiera del programma LIFE della Commissione Europea. 

Il progetto, mirato alla sensibilizzazione sui rifiuti marini, in quattro anni ha creato una comunità di oltre 170.000 subacquei, diportisti, pescatori, studenti e cittadini impegnati attivamente nella protezione delle coste e dei fondali italiani. Alla comunità hanno aderito anche 500 fra centri subacquei, nautici e di pesca, operatori turistici e balneari, istituti e grandi aziende, contribuendo alla lotta ai rifiuti plastici in mare e promuovendo l’impegno attivo dei loro clienti. 

L’attività di sensibilizzazione ha previsto oltre 1.000 incontri con il pubblico, fra conferenze nei musei, circoli e associazioni, lezioni in classe, eventi in spiaggia o su navi militari, con seminari di formazione che hanno coinvolto 300 docenti e 5.000 studenti. Oltre 112 le tonnellate di rifiuti rimosse dall’ambiente in quattro anni di attività, di cui 92 emerse grazie alla più vasta operazione di pulizia sottomarina mai organizzata in Italia, che ha coinvolto pescatori professionisti, subacquei ricreativi e militari e ha portato alla rimozione di oltre 600 reti, nasse e lenze “fantasma” perdute e spesso ancora in pesca.

Clean Sea LIFE ha fornito dati, studi e ricerche alle autorità locali, nazionali ed europee utili per elaborare leggi e disposizioni per limitare i rifiuti in mare.

ll progetto “STRONG SEA – Survey and TReatment ON Ghost nets SEA LIFE” è stato finanziato dal programma LIFE, settore prioritario Natura e Biodiversità, con fondi stabiliti nella programmazione 2014-2020. Partecipano alla sua attuazione Agris Sardegna – Agenzia per la ricerca in agricoltura, il Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, MCM Società Cooperativa, l’Ente Parco Nazionale dell’Asinara e Petra Patrimonia Corsica. 

Il suo obiettivo è proteggere e migliorare lo stato di conservazione dell’habitat prioritario delle praterie di Posidonia oceanica e dei reef a coralligeno, entrambi inclusi nella Direttiva 92/43/CEE e nella rete dei siti Natura 2000. 

Il progetto, iniziato nel dicembre 2021, avrà una durata di cinque anni. Gli habitat selezionati sono stati scelti per il loro elevato valore ecologico e ambientale e per la loro rappresentatività nell’area di studio, che include il Golfo dell’Asinara e la costa Nord Occidentale della Sardegna. Attraverso questo progetto si mira a proteggere e conservare l’habitat marino, preservando la biodiversità e migliorando la salute degli ecosistemi. Il progetto si concentra sull’individuazione e il trattamento delle cosiddette “ghost nets”, ovvero le reti da pesca abbandonate o perdute, che costituiscono una minaccia significativa per la fauna marina. 

Le azioni principali sono: 

► Preparatorie, propedeutiche all’ottenimento delle autorizzazioni per lo svolgimento delle attività in mare e ad ottenere informazioni da parte dei pescatori sulla presenza di attrezzi da pesca dispersi.

► Di sensibilizzazione, volte a informare la comunità, compreso il target dei pescatori, sugli obiettivi operativi e la mission del progetto.

► Specifiche, legate alla conservazione e tutela degli habitat marini dalla minaccia del materiale da pesca disperso. 

Infine, è stata creata l’applicazione “SEAWatcher” per la segnalazione immediata degli attrezzi da pesca dispersi in mare, utilizzabile da pescatori, cittadini, subacquei e turisti. 

È in atto un’intensa campagna di sensibilizzazione che prevede la produzione di gadget ricavati dal materiale recuperato, flyer, locandine, brochure, dépliant, questionari e un codice di condotta.

 

Sito web:

www.strongsealife.eu

https://www.facebook.com/StrongSeaLife/

https://www.instagram.com/strongsealife/

 

Il progetto è nato con l’intento di creare una rete transfrontaliera di siti pilota sommersi a forte interesse naturale e culturale, attuare sistemi comuni di gestione sostenibile del patrimonio sommerso e sensibilizzare gestori e fruitori in merito al valore naturale e culturale del patrimonio subacqueo transfrontaliero. 

Il progetto ha consentito di attuare una strategia per la gestione di percorsi sommersi la cui fruizione, realizzata attraverso attività subacquee ricreative sostenibili, potesse essere accessibile a tutti e contribuisse a promuovere e valorizzazione l’area in chiave turistica con maggiore consapevolezza dell’importanza della tutela dell’ambiente marino. 

Le attività realizzate dalla Regione Sardegna hanno riguardato principalmente il sito pilota dell’Isola dell’Asinara, per la sua rilevanza naturalistica e culturale. 

Altri partner di progetto sono stati: il Consorzio di Gestione dell’Area Marina Protetta di Portofino (capofila), la Regione Liguria, la Regione Sardegna, il Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, il Parc national de Port-Cros, Région Sud Provence – Alpes – Côte d’Azur e il Centre de Découverte Mer et Montagnein.

Di seguito le principali azioni:

  1. Conoscenza e valutazione del patrimonio naturale e culturale sommerso transfrontaliero e creazione di “percorsi blu”, visualizzabili sul portale Neptune.
  2. Valorizzazione del patrimonio naturale e culturale presente, migliorandone l’accessibilità (fisica e virtuale) e rendendo fruibile il patrimonio sommerso anche a chi non si immerge, attraverso “percorsi blu” o siti pilota e foto/filmati dell’area transfrontaliera.
  3. Elaborazione, condivisione e applicazione di strategie di gestione sostenibili.
  4. Creazione di uno strumento integrato e transfrontaliero di valorizzazione e promozione del patrimonio attraverso “il portale NEPTUNE” www.neptuneproject.eu 
  5. Sensibilizzazione dell’utenza in merito al valore del patrimonio naturale e culturale sommerso.

Tra i risultati di progetto, sull’Isola dell’Asinara sono stati inaugurati: il Percorso ambientale e archeologico sommerso di Cala Reale, caratterizzato da importanti valenze naturalistiche e dalla presenza di numerosi reperti di epoca romana e attrezzato per essere fruito anche da utenti con disabilita motorie e visive, e il Percorso ambientale sommerso di Punta dei Corvi la cui caratteristica principale è data dalla presenza di panettoni di granito che risalgono dal fondo alternandosi e creando l’habitat ideale delle Cernie brune.

 

Sito web:

www.neptuneproject.eu

https://www.facebook.com/ProgettoNeptune

https://www.instagram.com/progetto.neptune/

Il progetto EcoSTRIM mirava alla costruzione di una strategia territoriale transfrontaliera di sviluppo e promozione di attività turistiche e sportive sostenibili dedicate all’ambiente marino e costiero. Con capofila la Fondazione CIMA, oltre al Parco Nazionale dell’Asinara – Area Marina Protetta Isola dell’Asinara, il partenariato era compartecipato da ANCI Toscana, Regione Toscana, Mairie d’Ajaccio, il Parc national de Port Cros e Confindustria Centro Nord Sardegna. 

Obiettivo generale del progetto era migliorare la competitività delle imprese della filiera del turismo blu sui mercati nazionali e internazionali tramite il coinvolgimento diretto di Amministrazioni Pubbliche e operatori turistici.

EcoSTRIM si articolava in 3 componenti: 

Reti e Ecolabel di qualità: mirata a creare ed implementare marchi ecologici di qualità e promuovere offerte turistiche eco-sostenibili coinvolgendo amministrazioni pubbliche, operatori turistici e turisti. 

Nuovi prodotti: componente volta allo sviluppo di nuovi prodotti turistici, alla crescita di attività outdoor ecosostenibili nel contesto della blue economy, al potenziamento delle offerte turistiche di slow turismo e permesso la condivisione di buone pratiche per capitalizzare ed implementare prodotti in altri contesti e territori.

Accessibilità: finalizzata a migliorare l’accessibilità delle zone di interesse turistico al momento non fruibili, intervenendo per garantire l’accesso a persone con ridotte capacità motorie o disabilità visiva e a ottimizzare l’accesso in modalità ecosostenibile ai siti delle aree protette.

Il coinvolgimento diretto di Enti regionali e operatori locali ha consolidato le sinergie necessarie per il mantenimento delle attività anche dopo il termine del progetto.

 

Sito web:   https://interreg-maritime.eu/web/ecostrim

Il progetto Fish & Cheap è un’iniziativa promossa dal Parco Nazionale dell’Asinara e dall’Area Marina Protetta “Isola dell’Asinara” nell’ambito del Fondo Europeo per la Pesca 2007-2013; inizialmente finanziato con fondi europei (FEP), visto il successo ottenuto dall’iniziativa, il Parco garantisce oggi la continuità del progetto attraverso fondi propri. L’iniziativa promuove la cultura della sostenibilità nel consumo delle risorse ittiche proponendo il pescato locale, stagionale e di altre specie poco sfruttate commercialmente (il così detto pesce povero) quale opportunità concreta capace di ridurre il carico che grava su specie soggette ad over-fishing consentendo, contestualmente, di mantenere viva l’economia locale. Nell’ambito del ripristino delle risorse ittiche, l’obiettivo a medio/lungo termine dell’iniziativa è garantire alle generazioni future un ambiente integro, ricco di biodiversità e di pesce e promuovere forme di pesca a basso impatto ambientale come il pescaturismo. Tra le azioni realizzate si segnalano:

►Educazione ambientale alla pesca sostenibile e al consumo responsabile da attuare con operatori della pesca e del pescaturismo e/o nelle rivendite di pesce.

►Info-point itineranti sulla pesca sostenibile ed il consumo responsabile.

► Incontri informativi con gli operatori della distribuzione (grossisti, mercati, pescherie, grande distribuzione) per l’adesione al progetto e la vendita delle specie oggetto del progetto.

Talassa contribuisce a migliorare la protezione della biodiversità mettendo a sistema i dati su specie/habitat target d’importanza transfrontaliera, attuando azioni pilota di mitigazione degli impatti e rafforzando la governance nei siti marini protetti.

Obiettivo generale del progetto è migliorare lo stato di conservazione e la tutela degli habitat e specie target di interesse transfrontaliero nei siti marini protetti dell’area di cooperazione, attraverso la definizione condivisa di efficaci misure di conservazione attuate in maniera coordinata da regioni, gestori di aree protette e Natura 2000.

Il risultato sarà la costituzione di un patrimonio comune di conoscenze, l’implementazione di efficaci misure a scala transfrontaliera, aspetto cruciale per il rafforzamento della governance.
Il progetto è innovativo perché creerà un patrimonio comune, integrabile e fruibile di dati per l’area di cooperazione e una rete transfrontaliera coesa di gestori di siti marini protetti; responsabilizzerà gli operatori economici dandogli un ruolo centrale nella tutela ambientale.

Output saranno: la caratterizzazione della vulnerabilità/rischio delle specie/habitat target (mappe tematiche e report); Azioni pilota per la mitigazione degli impatti; Piano d’azione transfrontaliero di gestione coordinata e sistemica di habitat e specie target nell’area di cooperazione. Beneficiari: enti pubblici, aree protette, siti N2000, operatori economici, turisti e popolazione.
Si userà un approccio sistemico integrato basato sulla cooperazione. La cooperazione è necessaria poiché lo spazio marittimo, unico esteso corridoio blu, è luogo di spostamenti e scambi genetici tra specie ma anche di diffusione di perturbazioni ambientali che, solo se gestite a livello transfrontaliero, possono essere affrontate efficacemente (fattore ecologico). Pertanto solo attraverso il rafforzamento della coesione transfrontaliera potrà essere garantita, nel lungo periodo, la tutela di specie e habitat target (fattore gestionale)

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